mercoledì , 22 novembre 2017
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Pavimenti in resina per interni ed esterni: tutti i pro e i contro

I pavimenti in resina, per molto tempo relegati esclusivamente al settore industriale, stanno avendo un grande successo anche nella pavimentazione casalinga. Un successo senz’altro dovuto all’ottima resa di questo materiale in termini di funzionalità e di design. Sempre più amata dagli architetti e dagli interior design i pavimenti in resina si sposano perfettamente con ogni tipo di ambiente, dagli interni agli esterni, conferendo quel particolare tocco stilistico tra il rustico e l’industriale.

Il perché di questa scelta? La prima motivazione che mi viene in mente è perché sono facili da posare, è possibile infatti evitare la rimozione del vecchio pavimento, sono quindi una soluzione molto pratica e veloce per rinnovare ogni spazio della propria casa.  Un’altra caratteristica di cui vanno particolarmente orgogliosi i possessori di un pavimento in resina, che mi sono sentito ripetere più volte, è la loro resistenza nel tempo.

A differenza delle pavimentazioni tradizionali, i pavimenti in resina non hanno un corpo proprio, non si assemblano, ma si stendono. Infatti è più corretto parlare di rivestimenti in resina. Dove si può stendere quindi? Su cemento, calcestruzzo, pietra, granito, ceramica, gres porcellanato; da evitare invece gomma e linoleum.

C’è da dire poi che esistono svariati tipi di resine: a base epossidica, acrilica o poluretanica, multistrato, metacrilata, spatolata, autolivellante, a film spesso, a film sottile, maltata, poliuretanica, materica. Una gran bella scelta, non c’è che dire. Ovviamente ognuna di queste possiede caratteristiche differenti.

Una soluzione molto basic è quella delle resine a film sottile con impregnate acrilico. Se vuoi conferire una maggiore resistenza si può optare per una resina epossidica multistrato a rapida adesione ed elevata elasticità. Per una resistenza più elevata (se ad esempio devi ricoprire il pavimento di un garage soggetto a sollecitazioni più importanti) converrà scegliere una resina epossidica con finitura poliuretanica.

Cosa valutare quando si sceglie un pavimento in resina

Quando si sceglie di realizzare un pavimento in resina, sia che si tratti di una nuova abitazione o di una ristrutturazione, ci sono degli aspetti che vanno tenuti in considerazione in fase di progetto. Sicuramente l’architetto che dirige i lavori saprà indirizzarti correttamente. I pavimenti in resina sono sì facili da posare, ma sono necessarie alcune valutazioni.

  • valutazioni sul massetto sottostante: è previsto ad esempio un riscaldamento a pavimento? Per quel che riguarda il massetto le opzioni sono due: rifare completamente il massetto sottostante o coprire il pavimento preesistente senza alcuna opera di demolizione.
  • valutazioni sul contesto, se nuova abitazione o ristrutturazione
  • valutazioni sul supporto: che tipo di materiale andrà a coprire? la superficie si presenta regolare o ha dei dislivelli?
  • valutazioni sul colore: che tipo di colore e di sfumatura si vogliono ottenere?

Tutti questi aspetti influiranno sui cicli di posa con cui andrà stesa la resina.

Resina per pavimenti interni

Tra gli ambienti della casa in cui si privilegia la posa dei pavimenti in resina ci sono soprattutto bagno e cucina. Il motivo è molto semplice ed è da ricercarsi nella straordinaria resistenza, igiene e praticità di questo materiale. Si puliscono velocemente un un panno e donano un effetto rustico e caldo, particolarmente adatto alla cucina. In realtà a seconda del tipo di colore e di finitura che si sceglie la resina è in grado di conferire uno stile pulito, essenziale e moderno.

Il consiglio in più che ti do è di utilizzare uno strato di isolante in modo da rendere il pavimento particolarmente resistente a umidità e sbalzi di temperatura, che sono tipici di queste stanze.

Resina per pavimenti esterni e outdoor

Cosa rende particolarmente adatti i pavimenti in resina per gli esterni? Ancora una volta la resistenza, la facilità di manutenzione e l’impermeabilizzazione. Per esempio per gli ambienti esterni può essere utilizzata una guaina in resina monocomponente. Le applicazioni sono numerosissime, da balconi e terrazze, a vialetti, patii, scale, gradini, pavimenti per piscine. Inoltre si può scegliere una finitura antiscivolo e carrabile.

Pavimento in resina pro e contro

Ho già accennato ad alcuni dei “pro” del pavimento in resina. In questo paragrafo, faccio un po’ di ordine elencando tutti i vantaggi e spiegando perché ti conviene scegliere un pavimento in resina. Ovviamente non mi limiterò a raccontarti solamente gli aspetti positivi, per darti un quadro completo della situazione ti parlerò anche di alcuni contro (e beh non esiste il materiale perfetto!). Iniziamo con i pro.

  1. Resistenza. L’ho citata più volte, tra i vantaggi più apprezzati della resina per pavimenti c’è la sua ottima resistenza sia chimica sia meccanica. Risponde bene infatti al passare del tempo e all’usura, rivelandosi anche particolarmente esente da graffi e dal continuo calpestio.
  2. Igiene. È uno dei pavimenti più facili da pulire. Sono pavimenti privi di fughe e fessure, evitando così l’accumularsi di polvere. Inoltre la resina è un materiale impermeabile, atossico, resistente a umidità e muffa.
  3. Basso spessore. Lo spessore di questo rivestimento in genere non supera i 3 mm, rendendo quindi molto più agevole il lavoro di posa senza dover intervenire su porte e finestre.
  4. Conducibilità termica. Questa proprietà unità al basso spessore, rendono i pavimenti in resina particolarmente compatibili con i sistemi di riscaldamento a pavimento, senza che questo comporti danni alla superficie.
  5. Grande possibilità di personalizzazione. Colori, finiture ed effetti decorativi pressoché infiniti. Le varianti che si possono creare sono talmente tante che ogni opera di pavimentazione sarà unica e irripetibile. Oltre a colorazioni differenti si possono scegliere finiture lucide o opache. Un’altra variante è tra superficie liscia o ruvida che conferirà un aspetto più elegante o più rustico.
  6. Sovrapponibilità e rinnovabilità. Il pavimento in resina è sovrapponibile al pavimento preesistente, cosa che comporta una notevole velocità di posa. Inoltre è possibile intervenire con lavori di rinnovo anche a breve distanza, ad esempio per cambiare il colore.

Adesso è il turno dei contro.

  1. Resistente sì, ma non indistruttibile. È chiaro, i segni del tempo e dell’usura prima o poi si faranno vedere anche sui pavimenti in resina. Sicuramente la sua caratteristica antimacchia e di impermeabilità lo rendono più longevo, ma non è esente da graffi e abrasioni che col tempo potrebbero presentarsi. Su una finitura chiara e lucida le imperfezioni tenderanno a risaltare molto di più rispetto a un pavimento opaco.
  2. Attenzione al supporto. Rotture e lesioni che possono presentarsi sono in realtà proprie del supporto sottostante e non del rivestimento in resina. Per questo è importante valutare attentamente la base sottostante per scegliere il ciclo applicativo più idoneo.
  3. Ingiallimento. È il vero tallone d’Achille delle resine epossidiche e cioè la scarsa resistenza ai raggi UV con conseguente ingiallimento della superficie. Per prevenire questo problema consiglio di utilizzare un additivo antiUV ritardante e di scegliere dei colori tendenti al paglia. Oppure bisognerà optare per resine poliuretaniche, cementizie o acriliche che non presentano questo difetto.

Pavimenti in resina: i prezzi e il costo della posa

Il prezzo varia sensibilmente in base al supporto e allo spessore. Ad esempio per le resine autolivellanti si parla di un costo di 120/130 euro a metro quadrato, si scende a 60 euro per pavimenti di medio spessore e a 30 euro per pavimenti a basso spessore.

(Credits immagine: By ARKdeko’ Design (Realizzazione in residenza privata) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons)

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