lunedì , 20 novembre 2017
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Come arredare un bagno per disabili

Tutti gli ambienti domestici di una persona affetta da disabilità vanno progettati e realizzati in base a degli specifici criteri, ivi compreso il bagno.

Dunque, prima di pensare a come arredare un bagno dal punto di vista estetico, pensiamo a come organizzarlo da un punto di vista funzionale. A cominciare dalla disposizione degli elementi costitutivi.

Ipotizzando che una persona si trovi in carrozzina, e sapendo che l’ingombro minimo di questa è di 70-75 centimetri, si evince facilmente che tutti gli spazi devono presentare un’ampiezza maggiore di 80 (a maggior ragione per il corridoio che collega la sala da bagno al resto della casa, perché, qualora fosse più piccolo, non consentirebbe la rotazione della sedia e l’accesso al servizio).

Lo spazio necessario raddoppia poi se si vuole consentire una rotazione totale.

La conformazione ideale per un bagno che debba essere utilizzato da un disabile è a pianta quadrata (2 metri x 2 è la misura perfetta, che consente l’allocazione di vasca, lavandino, bidet e wc); al contrario la pianta rettangolare, soprattutto quando molto stretta e lunga, è la meno adatta.

Qualora i servizi siano posti difronte l’uno all’altro è necessario che vi siano almeno 80 centimetri di spazio libero. Nel caso in cui i sanitari trovino posto l’uno accanto all’altro bisognerà comunque tenere conto del passaggio della carrozzella e di uno spazio di circa 30-40 cm.

Il lavandino andrà invece posizionato a un’altezza massima di 70 cm. 

A prescindere poi dalla disposizione (lineare o speculare), bisogna sempre considerare lo spazio necessario all’aperture delle ante dei mobili.

Dopo aver compreso le misure da considerare, bisognerà riflettere su qual è l’arredamento bagno più adatto alle circostanze.

Larredo bagno per disabili è caratterizzato da una serie di suppellettili atte a favorire la fruizione di questo spazio alle persona con poca o nessuna mobilità. Partendo dalla zona doccia ci si riferisce ad esempio alle sedute interne fisse o removibili e ai maniglioni, che si trovano spesso anche nel caso in cui alla doccia sia stata preferita la vasca, sovente dotata di apertura frontale (che consente accesso e uscita facilitati) oppure sistemi meccanizzati di ausilio. O ancora ai sistemi di termoregolazione dell’acqua, da applicare tanto ai lavandini quanto a doccia e/o vasca, e che fissano la temperatura a una soglia massima per evitare ustioni (utile, ad esempio, nel caso di limitazione visiva). Passando alla zona sanitari dell’arredo bagno per disabili, si tratta di igienici più alti dei tradizionali, oppure dotati di un’apertura frontale (per facilitare la pulizia), o ancora corredati da impugnatura ribaltabile o maniglioni.

Molte sono ormai le aziende che offrono prodotti su misura per le esigenze speciali dell’arredo bagno per disabili: Goman, Ponte Giulio, ma anche grandi firme come Villeroy & Boch, non solo perché la sensibilità verso la problematica può e deve interessare tutti, ma anche perché funzionalità e soddisfazione delle esigenze possono pure sposarsi con bellezza e design.

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