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Smaltimento amianto: le procedure da seguire.

L’amianto è un materiale abbastanza comune in natura ed è costituito da silicati a struttura cristallina e fibrosa. È un materiale particolarmente isolante e presenta scarsa conducibilità elettrica, termica e acustica. Può essere anche filato, in modo da produrre tessuti ad elevato potere coibentante e ignifugo. Queste particolari caratteristiche lo hanno portato nel corso del secolo scorso a essere utilizzato in varie situazioni, dalla produzione di abbigliamento ignifugo, a quella di tubature, stufe, canne fumarie, pannelli, rivestimenti edilizi, fino a oggetti di uso quotidiano, quali piccoli elettrodomestici. La pericolosità del materiale consiste nelle estremamente piccole dimensioni delle sue fibre che possono essere facilmente inalate, con conseguenti problemi respiratori e malattie gravi, come l’asbestosi, tumori della pleura e il carcinoma polmonare. Lo smaltimento dell’amianto è dunque di vitale importanza per la salute.

Il cemento amianto

Uno dei materiali più utilizzati nel corso del Novecento contenti amianto fu certamente il cemento amianto, detto comunemente eternit. L’invenzione di questo materiale, che normalmente si presenta in lastre ondulate, risale ai primi anni del secolo scorso. Dagli anni Sessanta però si iniziarono a comprendere i rischi per la salute, ma la sua produzione continuò senza soluzione di continuità fino agli anni Ottanta. La normativa che per la prima volta ne vieta utilizzo e produzione risale infatti solo al 1992. La normativa ne obbliga la rimozione solo nel caso in cui l’eternit sia danneggiato. È lo sgretolamento del materiale infatti che permette la dispersione delle fibre di amianto nell’aria, permettendone l’inalazione. Sono molti ad oggi gli edifici che presentano ancora problemi di smaltimento amianto. Infatti, sebbene non sia obbligatorio, è un gesto responsabile verso la propria salute e quella di chi ci circonda accertare le condizioni dell’eternit presente nei nostri immobili e procedere alla sua eventuale messa in sicurezza.

Smaltimento amianto

Nel caso dovesse essere presente nelle nostre case o luoghi di lavoro questo materiale altamente tossico, i metodi per lo smaltimento amianto sono essenzialmente tre, da mettere in atto dopo la valutazione da parte del Responsabile per l’amianto, figura istituita dal d.m. del 6 settembre 1994.

La rimozione

È il processo di smaltimento amianto più diffuso, poiché, essendo il più drastico, permette di evitare qualsiasi ulteriore contatto con il materiale e qualsiasi rischio di contaminazione per coloro che frequentano l’edificio. Comporta però elevati rischi per gli operai addetti alla rimozione, nonché rischio di dispersione di amianto nell’ambiente. Inoltre è la procedura che richiede la maggiore spesa in denaro, poiché comprende anche i costi di smaltimento del materiale. È una lavorazione molto lunga e richiede generalmente la sostituzione dell’amianto all’interno del cemento con altri materiali a norma, come lana di vetro o di roccia, fibre sintetiche (polipropilene) o naturali (cellulosiche).

L’incapsulamento

Consiste nel trattare i manufatti contenenti amianto attraverso una particolare verniciatura che forma sulla lastra di eternit una spessa pellicola che blocca le fibre di amianto sul manufatto stesso, impedendone la dispersione nell’ambiente, per un medio-lungo periodo. Tale processo di smaltimento amianto è previsto dal decreto del 20 agosto 1999, è possibile utilizzarlo nel caso in cui il danneggiamento della lastra di eternit non superi il 10% del totale. È una valida alternativa alla rimozione nel momento in cui il manufatto da bonificare sia di dimensioni notevoli. Infatti presenta costi inferiori alla rimozione, permettendo di evitare la posa di nuovi materiali. Attualmente sono molte le aziende sul tutto il territorio italiano che permettono di procedere in questo modo, come ad esempio l’azienda Dgeco, che si occupa di bonifica di amianto e smaltimento di rifiuti speciali.

Il confinamento

È una tecnica di smaltimento amianto che consiste nell’installazione di una barriera a tenuta tra l’amianto e l’edificio. A differenza dell’incapsulamento, le fibre non sono bloccate all’interno del materiale, ma il loro rilascio continua all’interno della barriera. Il vantaggio rispetto all’incapsulamento è la resistenza agli urti della barriera. La procedura è indicata nel caso in cui il materiale sia piuttosto accessibile e nel caso in cui l’area sia circoscritta. I costi sono contenuti nel caso in cui la posa della barriera non coinvolga lo spostamento di impianti elettrici o idraulici.

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