Impregnante per legno: il re dei trattamenti protettivi per esterno

Impregnante per legno

Impregnante per legno: il re dei trattamenti protettivi per esterno

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È considerato il re dei trattamenti protettivi per il legno, stiamo parlando dell’impregnante. All’acqua o a solvente, bianco o colorato, l’impregnante per legno è indiscusso protagonista quando si tratta di lavori fai da te. Vediamo i suoi principali impieghi, come va usato e tutte le sue caratteristiche.

Viste le tante richieste di consiglio su quale prodotti utilizzare, abbiamo deciso di rendere acquistabili direttamente sul nostro portale una serie di prodotti selezionati, per ottenere il massimo del risultato.
Troverete gli articoli consigliati direttamente all’interno dell’articolo.

Spesso quando si vuole rimettere a nuovo un oggetto in legno si va in confusione in quanto non sappiamo bene quali prodotti utilizzare.
La prima cosa da tener presente è sicuramente avere bene in mente quale sia il risultato finale che vogliamo ottenere. Euello che sembra un paradosso in effetti non lo è, capire quale risultato vogliamo ottenere è alla base per comprendere i prodotti giusti da utilizzare.
La prima domanda (e forse unica) che dobbiamo porci è: “voglio continuare a vedere la venatura naturale del legno?”
Bene se già ci poniamo questa domanda ed abbiamo anche una risposta siamo sicuramente un passo avanti!
Visto che in questo articolo intendiamo parlare in particolar modo di impregnanti, ci dedicheremo a dar risposta a tutte quelle persone che vogliono mantenere ben visibile la venatura del legno.

Ovviamente già da questa prima affermazione si comprende bene che il prodotto principale da utilizzare se vogliamo continuare ad avere la “naturalezza” del legno è sicuramente un prodotto che andrà ad impregnare il legno stesso.
Ma cosa vuol dire impregnare un pezzo di legno? La risposta è molto semplice: una prodotto impregnante è una tipologia di vernice che non andrà a creare alcun film coprente sul nostro legno ma che andrà in penetrazione al legno stesso senza creare alcun tipo di coating, e che svolgerà solamente un’azione colorante sull’oggetto trattato, questo ovviamente per quanto riguarda l’aspetto visivo, perché in realtà l’impregnante svolge anche un’importantissima azione protettiva.

Come usare l’impregnante per legno?

Un presupposto da cui non possiamo prescindere quando decidiamo di trattare il nostro legno con un impregnante è quello che debba essere riportato al suo stato naturale (ammesso che stiamo parlando di un oggetto già trattato, nel caso di legno “vergine” questo passaggio va saltato).
Tutti gli eventuali strati di prodotto già applicati in passato devono essere rimossi da un’accurata carteggiatura, in quanto strati di vernici precedenti potrebbero rendere impermeabile la superficie vanificando l’assorbimento dell’impregnante, quindi ribadiamo che se si vuole ottenere un buon risultato bisogna dedicare la giusta attenzione alla rimozione di qualsiasi materiale residuo.

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A questo punto il lavoro è quasi finito! Sorpresi? Vi aspettavate altro? Infatti una volta levigato per bene il legno non ci resta che prendere il nostro bel barattolino di impregnante e passarlo su tutta la superficie in maniera omogenea, avendo cura di non lasciare accumuli di prodotto. L’oggetto da usare per la stesura può variare, senza spiacevoli sorprese, in base alle nostre preferenze, infatti per impregnare il legno va benissimo sia il classico pennello ma in alternativa possiamo usare anche una spugnetta (che fa ben penetrare il prodotto), un po’ meno consigliato è l’utilizzo del rullo (ha un’azione leggermente più superficiale).
A questo punto abbiamo tutte le nozioni per fare un bel lavoro, ma vogliamo approfondire alcune domande che spesso ci si pone quando si affronta un lavoro di impregnatura.

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Posso utilizzare l’impregnante per legno che si trova all’esterno?

Assolutamente sì! Come già accennato prima, questo prodotto oltre a colorare ha anche una funzione protettiva sul legno stesso, in commercio ne esistono moltissimi tipi ed in base all’utilizzo che se ne farà è bene sceglierlo con cura. Tra le funzioni principali che può avere un impregnante troviamo sicuramente l’antitarlo,l’anti azzurrante e cosa importantissima rende le superfici trattate impermeabili.
È bene precisare che quando si parla di applicazioni esterne molto spesso è utile applicare una mano di protettivo trasparente al fine di rendere più longevo il prodotto e per dare anche una resistenza meccanica alle superfici trattate.

Impregnante all’acqua o a solvente?

Domanda molto ardua… in tutti i campi della verniciatura il solvente sta sparendo lentamente (questo per rispettare i vincoli ambientali) di conseguenza tutte le aziende produttrici stanno già da anni dirottando la maggior parte dei loro sforzi su prodotti all’acqua e siamo assolutamente sicuri che i marchi leader nel settore ad oggi hanno dei prodotti a base acqua che non hanno nulla da invidiare ai prodotti a solvente. Resta comunque ancora molto valido ad oggi utilizzare (in particolar modo in esterno) prodotti a base solvente. Il consiglio che vi diamo è quello di utilizzare prodotti provenienti da aziende specializzate per la cura del legno, in questo caso utilizzate tranquillamente prodotti ad acqua anche in esterno il risultato sarà di assoluto valore.

Gli impregnanti ad acqua sono adatti sia per ambienti esterni che interni e sono praticamente. Tra le loro caratteristiche principali c’è sicuramente quello di una rapida asciugatura, inoltre sono ecocompatibili e a basso impatto ambientale. Garantiscono maggiore traspirabilità del legno.

Gli impregnanti a base solvente hanno una maggiore capacità di penetrazione, garantiscono maggiore resistenza ai fattori climatici e proteggono il legno dalla formazione di funghi, hanno però un odore molto forte e per questo sono consigliati per uso esterno. È vero però che ad oggi gli impregnanti a base d’acqua sono assolutamente validi, tanto da essere paragonati a quelli a base solvente.

L’impregnante può essere applicato a spruzzo?

Questa è una domanda molto ricorrente, cerchiamo di fare chiarezza.
Essendo l’impregnante un prodotto che deve andare in assorbimento sul legno in linea di massima viene ovvio pensare che se viene applicato con un pennello o una spugna possa essere la cosa migliore in quanto aiutiamo meccanicamente l’impregnante ad andare in profondità nel legno, nulla di più vero! Però bisogna anche dire che forse tutta questa penetrazione potrebbe anche non servire, anzi alcuni applicatori affermano che preferiscono dare maggiore protezione nello strato superficiale perché è li che il legno si rovina maggiormente, quindi dando una protezione superficiale più consistente riusciamo a preservare meglio il supporto.
Proprio per questo motivo sta prendendo sempre più piede applicare l’impregnante a spruzzo anche perché con le pistole spruzzatrici HVLP il tutto risulta semplicissimo e alla portata di tutti.
Nel box sottostante abbiamo selezionato alcuni modelli di spruzzatrici per ogni esigenza e uso, si va dal modello più economico fino ad arrivare a prodotti professionali:
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Ci sono 2 accortezze da avere quando si applica l’impregnante a spruzzo:

  • Verniciare in completa assenza di vento
  • Avere un po’ di cura nel coprire oggetti circostanti, anche se con le pistole HVLP questo rischio si riduce al minimo.

Quante mani di impregnante bisogna applicare?

Noi di ColoriVernici consigliamo almeno 2 applicazioni di impregnante, però questo è solo a scopo indicativo in quanto il concetto è quello che più passate si fanno, maggiore sarà la protezione ed inoltre spesso bisogna capire al momento cosa fare in quanto il colore definitivo è fortemente influenzato da quanto prodotto applichiamo, più prodotto equivale ad una maggiore intensità del tono scelto.

È necessario applicare una finitura sull’impregnante?

Finitura cerata per legnoNo non è necessario, ma bisogna capire dove andrà a finire l’oggetto trattato, se si tratta di esterni esposti alle intemperie l’applicazione di una finitura si rende quasi necessaria, se invece si parla di interni o di zone esterne poco esposte anche solo l’impregnatura può andare più che bene. Anche in questo caso però l’occhio vuole la sua parte, se intendiamo rendere lucida la superficie trattata applicheremo di sicuro una finitura lucida ad esempio un 70 gloss, oppure un satinato che si aggira intorno ai 50 gloss.

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Cos’è l’impregnante cerato?

Questa è sicuramente un’altra bella domanda a cui rispondiamo molto volentieri.
L’impregnante cerato è quel prodotto che unisce impregnatura e finitura in’unico prodotto, beh sembra fantastico! Allora dov’è l’inconveniente? In realtà non si tratta di un inconveniente, ma semplicemente dobbiamo capire che questo tipo di prodotto ha una viscosità maggiore (lo si vede subito che è più denso) questo comporterà una parziale copertura della venatura del legno, quindi se il nostro obiettivo è sempre quello di lasciare il più naturale possibile il nostro oggetto, questo prodotto potrebbe compromettere un pochino il risultato finale, ovviamente ha a suo vantaggio il fatto di ultimare il lavoro con l’utilizzo di un solo prodotto, rendendo inattaccabili per lungo tempo le superfici trattate.

Acquista direttamente l’impregnante cerato Hydrotop Amonn proposto nel banner qui sotto:

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Mordente o impregnante?

Spesso i due prodotti vengono confusi, il cliente parla indistintamente sia dell’uno che dell’altro incappando in un sicuro errore, come già detto una delle caratteristiche principali dell’impregnante è quella di proteggere il legno sotto molti punti di vista, il mordente NON protegge nulla ha solo il compito di tingere! Quindi è bene usarlo solo ed esclusivamente in interno e per oggetti non esposti ad alcun tipo di usura.

È possibile ottenere qualsiasi tipo di colore?

Impregnante coloratoIn linea di massima diciamo di sì, anche se per esperienza sappiamo che anche le aziende che permetto di colorare a tintometro l’impregnante non riescono ad avere una gamma molto ampia (tipo quelle delle idropitture) tutto questo dettato dal fatto che comunque non sono dei prodotti coprenti ma vanno in assorbimento e debbono comunque far mantenere un aspetto naturale al supporto trattato.

C’è sempre da tenere in considerazione la base su cui andiamo a lavorare, perché il colore che andremo a ottenere sarà sempre condizionato dal colore del legno sottostante.

L’impregnante trasparente non cambia in alcun modo il colore della superficie oggetto del trattamento, anzi ne esalta le venature naturali. Per quanto riguarda invece gli impregnanti colorati, oltre ai vari pigmenti (ad esempio noce, mogano, ciliegio, bianco, grigio) in commercio troviamo anche prodotti con diverse finiture: satinata, lucida o effetto cera.

Ovviamente abbracciare a 360° un argomento come questo non è semplice abbiamo solo voluto dare una piccola infarinatura e rispondere a qualche domanda che comunemente ci viene posta, ma il nostro obiettivo sarebbe quello di sviscerare meglio questo argomento soprattutto prendendo spunto dalle vostre domande e osservazioni…..sotto con le domande!

L’impregnante bianco esiste?

Impregnare con il biancoAnche in questo caso la risposta è affermativa, però bisogna fare bene attenzione ad una cosa, il risultato finale della colorazione del legno è fortemente influenzata dal tono del legno stesso (lo dimostra il fatto che tutte le aziende nelle loro mazzette colore, precisano che i risultati mostrati sono puramente indicativi o meglio si riferiscono all’applicazione di quel dato colore ad esempio su un legno di abete) questo vuol dire che se intendiamo applicare un impregnante bianco su di un legno di noce questo non avrà mai un bianco candido in quanto la dominante “noce” tenderà sempre ad imbrunire il colore.

È necessario utilizzare l’antitarlo?

Due sono le situazioni in cui si decide di utilizzare l’antitarlo:

  1. Mobile già tarlato da bonificare
  2. Mobile non tarlato di conseguenza si fa il trattamento a scopo preventivo

Diciamo che il caso numero 2 è quello che più ci interessa, e possiamo dire che se il mobile viene trattato con molta cura facendo attenzione alla chiusura dei pori, utilizzare un vero e proprio prodotto antitarlo potrebbe anche non servire, ma vi rimandiamo alla lettura di questo articolo per capire meglio il concetto e approfondirlo.

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Prezzi

L’impregnante può essere acquistato presso qualsiasi ferramenta o negozio di vernici, ma è possibile trovarlo anche online.  I prezzi variano in base al prodotto scelto e alla grandezza del barattolo. Si parte da circa 9 € per un barattolo da 1 litro, fino ad arrivare anche a 60€ per 10 liltri.

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Comments (69)

  • Giampaolo rispondere

    Buongiorno. Ho una porta blindata rivestita esternamente da un pannello di legno (pino) di circa 2,5 cm. C’è una tettoia ma in presenza di vento e pioggia con gli anni la parte bassa si è rovinata parecchio e oggi presenta anche alcune piccole fessurazioni, la vernice si stacca un pò alla volta, a schegge. Invece la parte alta è come nuova. Attualmente la finitura è lucida, tinta miele, e si vede la venatura del legno. Vorrei mantenere tale effetto.
    Ovviamente dovrò rimuovere tutta la vernice esistente ma mi preoccupano le polveri e il fatto che il pannello di rivestimento è attraversato da piccole fughe verticali che danno un’effetto “perlinato” quindi non so se carteggiando farei un lavoro perfetto. E’ possibile usare uno sverniciatore chimico o una pistola a caldo? Ci sono controindicazioni o è meglio armarsi di pazienza e carteggiare?
    Per quanto riguarda la successiva verniciatura, dovrò prima stuccare le crepe. Un semplice stucco per legno va bene o vista l’esposizione alla pioggia è meglio usare un altro prodotto?
    E’ escluso dare una mano di fondo protettivo per legno se uso l’impregnate?
    Per la finitura mi interessa molto quella a cera, vista la praticità. Essendo il prodotto più viscoso l’effetto finale è comunque lucido? A livello di protezione negli anni è pari a quella impregnante + finitura lucida?
    O è meglio puntare direttamente su tale soluzione?
    Mi interessa molto quest’ultimo aspetto perchè desidero che il lavoro fatto sia di qualità e duri il più a lungo possibile.

    Grazie fin d’ora per la vostra risposta.

    Marzo 5, 2016 a 10:57 am
    • Redazione rispondere

      Buongiorno Giampaolo,
      Innanzi tutto il tuo problema è un problema di molti!!! Questo tipo di deterioramento è abbastanza comune.
      Ti dico subito una cosa scontatissima…se puoi proteggi meglio la porta, meno acqua e raggi UV arrivano e meglio è, ma questa come già detto è una considerazione scontata.
      Come giustamente dici tu per avere un buon risultato devi intervenire su tutta la superficie della porta, cercare di ripristinare la parte bassa senza intervenire su quella alta e ottenere un buon risultato è praticamente impossibile.
      A tal proposito però ti chiedo gentilmente di farmi avere qualche foto della porta in modo tale da capire meglio la tipologia di porta che hai e anche a che punto si trova il suo deterioramento.
      Nell’attesa che arrivino queste foto, cerco di intervenire sugli altri punti…
      Per la stuccatura non utilizzerei un normale stucco ma uno stucco plastico per legno (lo trovi in commercio già colorato dell’essenza che ti occorre), questo tipo di stucco una volta indurito è veramente indistruttibile e inattacabile.
      Per la verniciatura una volta riportato a legno naturale la porta (qui a pro una nota, se riporti la porta a legno naturale avrai sicuramente un effetto migliore alla fine della verniciatura visto che il legno assorbirà in maniera omogenea l’impregnatura, ma se questo lavoro è troppo dispendioso l’importante è rimuovere lo strato di protettivo che fu applicato nella precedente verniciatura, è necessario rendere assorbente la superficie e se non si rimuove quello strato di protettivo tale cosa è praticamente impossibile) applica almeno 2 volte l’impregnante, ad acqua o solvente (essendo una porta molto esposta io consiglio anche una terza) ad impregnatura finita ed essiccata applica 1/2 strati di protettivo (il cerato acqua o solvente sarà perfetto), in commercio ti posso garantire che lo trovi sia lucido che satinato/opaco (tale effetto viene determinato dai GLOSS).
      Esistono anche gli impregnati cerati che danno sia colorazione che finitura, però ti dico anche che il procedimento riportato in precedenza è in assoluto il migliore ed inoltre con l’impregnante cerato l’effetto della venatura del legno va a diminuire (non ti dico che siano come un smalto, ma riducono tantissimo l’effetto legno).
      In attesa di ricevere qualche foto della porta se a hai altri dubbi oppure non ho risposto in maniera esaustiva alla tua domanda non esitare a scrivere nuovamente.
      Buon Lavoro!

      Marzo 5, 2016 a 11:40 am
      • Giampaolo rispondere

        Grazie per la rapidissima risposta, come faccio ad inviare le foto? Non vedo da dove si possono caricare…Grazie ancora.

        Marzo 6, 2016 a 11:22 am
        • Redazione rispondere

          Ciao Giampaolo, controlla la tua mail ti abbiamo inviato un messaggio.
          Ci teniamo aggiornati.

          Marzo 6, 2016 a 5:37 pm
          • Giampaolo

            Ho inviato le foto, come richiesto.
            Grazie mille per la disponibilità, non è da tutti rispondere anche la domenica !!

            Marzo 7, 2016 a 9:28 am
          • Redazione

            Ciao Giampaolo,
            allora ho ricevuto le foto, devo dirti che mi aspettavo una situazione più “disastrosa” in effetti sono pochi centimetri rovinati!
            Io tenterei una prova prima di passare a soluzioni più impegnative…
            Carteggia per bene la parte rovinata, e dai una leggera carteggiata a tutto il resto, dopodichè applica da 1 a 3 passate di impregnate solo nella parte rovinata (cerca di acquistare un colore che somiglia il più possibile a quello attuale) e quando ha ottenuto una certa omogeneità applica un’ultima passata su tutto il resto e vedi se hai ottenuto un risultato accettabile.
            Se così non fosse allora carteggia tutto e ripeti il ciclo su tutta la porta.
            Ti dico di fare questo tentativo perchè il lavoro da fare è abbastanza contenuto, se proprio non va bene nella peggiore delle ipotesi hai consumato un barattoletto di impregnante (8-13 euro), ma a mio avviso è un tentativo da fare!
            Se mi dai l’ok pubblico anche la foto della porta, per poi eventualmente pubblicare il risultato ottenuto in modo tale da poter essere di grande aiuto anche per gli altri utenti.
            Aspetto con ansia una tua risposta.

            Marzo 9, 2016 a 8:03 pm
  • Giampaolo rispondere

    Potete pubblicare tranquillamente le foto. Il lavoro però lo farò quando smette di piovere e il tempo sarà stabile e più caldo. Vediamo a fine mese. Poi vi invierò senz’altro la foto della porta “restaurata”.

    Mi serve qualche ultima informazione:

    Per l’impregnante è meglio a solvente o all’acqua? Propenderei per il primo. Per la qualità mi baso solo sul prezzo o devo fare attenzione a determinate sigle o caratteristiche?

    Se dovessi essere costretto a rifare tutta la porta posso usare sverniciatore o pistola a caldo piuttosto che carteggiare? Almeno per tirare via lo strato più duro. O ci sono controindicazioni?

    Se poi il lavoro non dovesse soddisfarmi o dovessi fare disastri (c’è sempre la possibilità che io commetta qualche errore dato che non sono un professionista) eventualmente si può rimediare rinunciando alla venatura del legno e usando uno strato di cementite sul quale poi applicare un colore simile all’attuale?

    Grazie mille.

    Marzo 10, 2016 a 12:33 pm
    • Redazione rispondere

      Per solvente o acqua, ti dico che oggi se compri un prodotto all’acqua di ottima qualità stai più che tranquillo sono veramente eccezionali, ma anche con il solvente puoi stare tranquillo quindi su questo punto libera scelta.
      Non voglio fare pubblicità in questo post ma se mi contatti in privato, ti consiglio 2/3 marchi di altissima fascia e con costi anche contenuti.
      Si potresti usare anche pistola a caldo o sverniciatore, ma io ti consiglio di carteggiare, potresti tranquillamente acquistare una carteggiatrice (per quello che devi fare tu va più che bene un modello molto economico reperibile in qualsiasi brico oppure direttamente on-line) è un oggetto che ti resta e che puoi riutilizzare in molteplici lavori.
      Prima di farti abbandonare l’idea di avere una porta con le venature del legno posso consigliarti altre soluzioni a mio avviso non avrai bisogno di ricoprire la porta ad esempio con dello smalto, però se proprio ne sarai costretto non ci sarà nessuna controindicazione tecnica nel farlo.
      Ecco la porta di Giampaolo, adesso aspettiamo con ansia le foto della porta restaurata.
      Porta da restaurare

      Marzo 11, 2016 a 6:15 am
      • Giampaolo rispondere

        Ho appena mandato una mail nella quale puoi inviarmi i marchi consigliati.
        Grazie mille, gentilissimo.

        Marzo 14, 2016 a 3:21 pm
  • Giampaolo rispondere

    Ho appena inviato alla vostra casella di posta la foto della porta rinnovata che potete tranquillamente pubblicare.
    Mi ritengo soddisfatto del risultato, essendo la prima porta che restauro !
    Per sverniciare ho usato la pistola a caldo e devo dire che ho fatto pochissima fatica e in un paio d’ore ho fatto tutto, eliminando polvere e rumore, visto che abito in un contesto di casette a schiera. Poi ovviamente una leggera carteggiata l’ho data per avere il legno completamente pulito e pronto ad assorbire l’impregnante. Quindi stuccature nelle crepe e dovunque servisse e altra carteggiata.
    Ho usato un impregnante all’acqua e devo dire che subito mi ha lasciato un pò perplesso perchè mi sembrava che non penetrasse nel legno ma tendesse piuttosto a “pellicolare”. Ho dato tre mani di impregnante, a 24 ore di distanza l’una dall’altra. Poi due mani di vernice trasparente finitura brillante, sempre ad intervalli di 24 ore. Penso che in totale il lavoro mi abbia impegnato circa 8/9 ore dilazionate su vari giorni. Costo delle vernici sui 40 euro per 1 barattolo di impregnante da 1 litro e uno di vernice trasparente per esterni da 0,5 litri + un paio di pennelli e un piccolo rullo. Spero che quanto descritto possa servire a qualche altro “principiante” volenteroso.
    Grazie per le gentili indicazioni. Mi sono state utilissime.

    Aprile 15, 2016 a 7:31 pm
  • Marco rispondere

    Buonasera,vorrei creare dei vasi per esterni con delle assi di legno di Abete e vorrei un effetto bianco che lasci vedere le venature.ho letto il vostro articolo quindi userò un impregnante ma vorrei qualche altro consiglio sulla finitura da applicare sopra l’impregnante.potete suggerirmi qualche marca oltre a qualche altro consiglio?grazie mille

    Aprile 18, 2016 a 8:45 pm
    • Redazione rispondere

      Buongiorno,
      trattandosi di abete dovrebbe essere abbastanza “bianco” il legno. Spesso mi trovo a che fare con persone che vogliono un impregnante bianco, ma lasciare vedere le venature ed ottenere un risultato molto bianco e spesso impossibile, infatti il colore finale viene influenzato troppo dal colore del legno stesso, ma in questo caso trattandosi di abete potrebbe venir fuori un buon risultato. Dopo l’applicazione dell’impregnate ti consiglio vivamente di proteggere per bene con della finitura cerata i tuoi vasi, questo passaggio è fondamentale, di conseguenza ti consiglio di esagerare con le applicazioni (in genere va bene anche una sola mano io in questo caso te ne consiglio 3).
      In particolar modo se i vasi sono molto esposti all’esterno questo trattamento te li farà durare sicuramente qualche anno in più (e ovvio che andranno ritrattati dopo qualche anno).
      Come è nostro solito fare chiediamo anche a te di tenerci informati e di inviarci eventualmente delle foto del lavoro fatto.
      Ciao e buon lavoro.

      Aprile 25, 2016 a 6:22 am
  • luciano rispondere

    Salve, chiedo il vostro aiuto, ho le persiane scrostate solo dalla parte esterna, quella interna è come nuova. Vorrei sapere se devo portarle tutte a legno o posso carteggiare solo il lato esterno. Quale procedimento di verniciatura è migliore? Mi hanno consigliato di non mettere la vernice per legno, che in pochi anni si scrosta, ma di usare l’impregnante, resistente ai raggi uva, dando più mani per un effetto più coprente, alcuni sono garantiti per molti anni. E’ vero? Dopo l’impregnante devo mettere il protettivo cerato? Quando le ho fatte verniciare dal falegname, dopo due anni la vernice ha cominciato a staccarsi… Vi ringrazio tanto per la risposta

    Agosto 1, 2016 a 11:02 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Luciano,
      il tuo problema è il problema di tutti!!! è normale che si rovini solo quella parte di persiane è quella che sicuramente è esposta per più tempo al sole!!
      Per rimetterle in “forma” dovrai carteggiare solo la parte rovinata (cercando di riportarla a legno il più possibile).
      Francamente non riesco bene a capire cosa intendi dire che ti hanno sconsigliato di utilizzare vernice per legno, per l’impregnante è anche una vernice per legno!!!
      Il punto è…..se vuoi mantenere così com’è la parte che non si è rovinata devi per forza riprodurre un effetto molto simile sulla parte che devi trattare ( se ci invii la foto delle persiana riesco anche a capire meglio quale ciclo sia stato eseguito a suo tempo).
      Se invece vuoi e puoi stravolgere tutta la persiana allora possiamo procedere come vogliamo e con quello che vogliamo, ti garantisco che se si utilizzano prodotti di qualità e cicli giusti la durata sarà ben superiore ai 2 anni.
      Resto in attesa di foto e se vuoi maggiori dettagli.

      Agosto 11, 2016 a 9:40 pm
      • luciano rispondere

        Innanzitutto la ringrazio per la risposta, mi spiego meglio. Se le persiane fossero a legno, come dovrei verniciarle per garantire una lunga durata?

        Settembre 13, 2016 a 12:30 am
  • Antonio rispondere

    Salve, approfitto anche io della vostra disponibilità. … la mia nuova casa (costruita 6 anni fa) ha le finestre in legno. Aimè, dopo la tinteggiatura delle pareti sono rimasti dei residui di pittura murale sulle finestre. Nel rimuoverli, mi sono reso conto di aver agito in maniera troppo aggressiva per cui alcune parti hanno perso lo strato, diciamo lucido, in superficie. Cosa mi suggerireste di fare per ripristinare le condizioni di partenza? Grazie mille

    Agosto 3, 2016 a 3:56 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Antonio,
      eventualemnte posta anche tu le foto del “prima” e “dopo”, anche perchè nel tuo caso credo che il “danno” non sia molto grave ed il tutto si recupererà senza troppo sforzo.
      Potrei addirittura dirti di riprendere un protettivo (uguale o simile a quello usato 6 anni fa) e ripassarlo direttamente sulle finestre danneggiate ed il gioco è fatto.
      Se però vuoi avere un risultato migliore ti consiglio di dare una leggera carteggiatina su tutta la superficie della finestra (una cosa molto veloce nulla di troppo impegnativo) tanto per dare più grip e rimuovere eventuale sporco che a distanza di 6 anni inevitabilmente si forma su tutte le finestre.
      Se hai dubbi non esitare a chiedere.

      Agosto 11, 2016 a 9:26 pm
  • Valentina rispondere

    Buonasera,
    Sto ristrutturando una vecchia madia, voglio lasciare la struttura al naturale e verniciare i cassetti.
    In questo caso devo utilizzare un impregnante neutro solo sulla struttura o a fine protettivo anche sui cassetti, che poi verranno verniciati?

    Agosto 8, 2016 a 7:09 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Valentina,
      ti faccio una domanda….il mobile deve stare all’interno oppure all’esterno?
      Tieni conto che, se dovesse andare in esterno passare l’impregnate neutro (suppongo che tu intenda dire impregnate trasparente senza pigmenti) potrebbe essere un grosso problema (potrebbe ingiallire e rovinarsi), tutte le aziende sconsigliano di utilizzare l’impregnante neutro senza alcun pigmento, anche poco ma deve esserci!! Però se parliamo di interno il problema non sussiste in quanto sono i raggi UV a dare quel problema.
      Quello che posso consigliarti è di usare un protettivo cerato trasparente al posto dell’impregnate (sulle zone che vuoi lasciare al naturale) in quanto ti andrebbe a dare anche una protezione “meccanica” al mobile.
      Poi se vuoi evitare l’eventuale formazione di tarli, applica su tutto il mobile l’antitarlo (alcuni impregnanti lo contengono già all’interno, ma io personalmente ti consiglio un antitarlo puro e poi procedi con il resto dell’applicazione).
      Se hai altri dubbi non esitare a contattarci e come ben saprai sono sempre gradite foto del “prima” e “dopo”.
      Buona serata.

      Agosto 11, 2016 a 9:16 pm
  • Alessio rispondere

    Buongiorno a tutti e buon ferragosto!

    In giardino ho un tavolino e un paio di sedie in legno (ignoro che legno sia) che purtroppo non godono di una grossa superficie sovrastante di riparo. in estate sono colpiti fortemente dal sole mentre sono soggetti (non esageratamente)i a pioggia quando tira vento e comunque a umidità. questo arredo è posizionato davanti a una grossa porta finestra i cui bordi in legno sono anch’essi inariditi dal sole.

    visto che nella mia vita da novellino del legno ho avuto solo l’accortezza di comprare una volta un flacone di protettivo per il legno teak e altri legni duri e non l’ho ancora finito, ho sempre usato questo.

    qualche anno fa l’avevo usato sui mobilio di cui parlavo mentre a dicembre l’ho utilizzato sulla porta finestra. che dire, è stato risucchiato dal legno come niente fosse in entrambi i casi.

    a questo punto ho deciso di fare un trattamento come si deve comprando qualcosa di più adatto magari.

    il mio unico scopo è rimpolpare il legno evitando che si deteriori per secchezza. non voglio proteggerlo con vernici o altro, preferirei piuttosto mantenerlo aumentando la frequenza di (impregnamento?)

    quel che non ho capito di preciso è: l’impregnante incolore è tranquillamente verniciabile in caso di necessità? non è che poi mi trovo una superficie unta problematica?

    secondariamente: il mobilio ha figure di animali scolpite in origine colorate coni vari colori assolutamente non coprenti. come fossero stati usati vari impregnanti colorati. l’effetto era delicato! il modo giusto per ottenere quel tipo di colorazione è usare impregnanti di colori diversi oppure usare ANILINE?
    questi colori sono totalmente scomparsi mangiati dal sole. mi accontenterei anche di fare un bel rinnovo in tinta unita ma già che c’ero ho domandato 🙂

    grazie per l’attenzione!

    Agosto 15, 2016 a 1:00 pm
    • Redazione rispondere

      Buongiorno Alessio,
      il sole è il peggior nemico del legno!!! più dell’acqua!!
      Allora, se vuoi colorare (come in origine) il legno devi acquistare svariati impregnanti (tanti quanti sono i colori che ti occorrono) questa scelta sta a te, ma io ti illustro la strada da seguire con una tinta unica (tanto non cambia nulla se vuoi colorare).
      Con l’impregnante incolore non combineresti nulla (a mio avviso non ha senso) ed inoltre il legno ingiallisce vista l’assenza di pigmento.
      Scegli bene il colore e acquista un prodotto di qualità (anche all’acqua va bene, ma se è a solvente va bene lo stesso), applica almeno 2 passate di impregnante (meglio se 3).
      Un prodotto che deve stare all’esterno ha comunque bisogno che venga applicata almeno una passata di protettivo trasparente, io ti consiglio una finitura cerata satinata oppure opaca (25/30 gloss) non ti altera il risultato finale ma ti protegge per bene il legno da tutte le intemperie.
      Se hai bisogno di altro non esitare a chiedere e se vuoi mandaci le foto dei tuoi lavori.
      Ciao e buon lavoro!

      Agosto 17, 2016 a 11:40 am
  • Cristiano rispondere

    Buongiorno,
    Considerando che non è semplice trovare informazioni esaustive in merito a questo argomento, approfitto anch’io della vostra disponibilità ed esperienza per cercare di chiarire qualche dubbio atroce e non vanificare tutto il mio lavoro.
    Premetto che la mia sfera di interesse è ben diversa dalla restaurazione e pertanto è probabile che anche le tecniche da impiegare differiscano. Io mi occupo di navimodellismo, costruzione di vascelli, velieri o galeoni in legno. Uno dei passaggi fondamentali per la riuscita di un buon modello è la posa de secondo fasciame dello scafo, che andrà a costituire la “pelle” del modello, e quindi l'”organo” più a vista e che ne determinerà l’impatto visivo. Il legno che ho impiegato per la realizzazione di questo fasciame è un misto di sapelli e tiglio. Due legni ben diversi per un lavoro molto alternativo e originale. La mia intenzione è quella di applicare un colore mogano sulla superficie per uniformare quanto più possibile la tonalità dei legni e nel contempo mantenere una certa bicromia e distinzione delle venature dei due tipi di legno. Il prodotto che ho acquistato dovrebbe essere un impregnante, se ho ben capito la distinzione dal mordente da voi fatta, a base sintetica. I miei dubbi adesso sono i seguenti:
    1. Per arrivare al giusto grado di coloritura, ho applicato 3 mani a distanza di 24 h ciascuna con pennello piatto. Tra una mano e l’altra ho dato una passata di lana d’acciaio fine per riuniformare la superficie. Ho proceduto correttamente?
    2. Avrei dovuto premettere che il legno utilizzato per lo scafo è dello spessore di 0.5 mm, che si è chiaramente ulteriormente ridotto dopo varie passate di carta vetrata (da 120 a 1000). La domanda è, con uno spessore così ridotto, può succedere qualcosa al legno se le passate sono troppe?
    3. Avendo utilizzato colla UHU Hart specifica per questi lavori per incollare il secondo fasciame, c’è il rischio che l’utilizzo di un impregnante a solvente possa andare a “sciogliere” o comunque intaccare la colla compromettendo la tenuta della stessa?
    4. È necessario passare un turapori alla fine prima di procedere con l’applicazione di una vernice satinata di finitura?
    5. Ancor meglio, è necessario passare la vernice di finitura oppure l’impregnante è un prodotto completo che fa praticamente tutto il lavoro? (Capisco che non vi ho dato nessuna indicazione sul prodotto per darvi modo di rispondere al meglio a questa domanda, ma se volete posso inviarvi una foto)
    6. Consigliate, infine, considerando la delicatezza dell’oggetto da trattare, di provare la colorazione con del mordente piuttosto che dell’impregnante? O suggerite qualche altra alternativa?

    Sono disposto ad inviare foto sia dello scafo, ancora da trattare, e di una superficie di prova da me già trattata come spiegato sopra.

    Vi ringrazio anticipatamente per tutti i commenti, consigli e critiche che vorrete inviarmi.

    Cordialmente,
    Cristiano L.

    Agosto 16, 2016 a 3:02 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Cristiano, ben vengano domande che differisco un pò dalle solite richieste:

      1- Hai fatto tutto benissimo.
      2- Al legno tecnicamente non succede nulla, l’importante è che per l’utilizzo che ne devi fare tu no si comprometta nulla (questo puoi saperlo meglio tu!!)
      3- Allora….se mi invii una foto del barattolo che hai usato so dirti qualche cosa in più, non è detto che tu abbia usato un prodotto a solvente. Se leggi bene nell’articolo la differenza con il mordente non è che l’impregnante deve essere per forza sintetico. Detto ciò non credo proprio che possa darti problemi con la colla utilizzata anche se dovesse essere un impregnante sintetico.
      4- Il turarpori non è necessario ma se vuoi una superficie liscia ed omogenea dopo la stesura dell’impregnante devi applicare il turapori.
      5- Anche in questo caso potresti farne a ameno (in particolar modo se l’oggetto sarà collocato sempre in interno) ma se ti è possibile io ti consiglio vivamente di passare la finitura è una protezione in più….male non fa, in più ti aiuterà eventualmente ad avere una prese di sporco minore.
      6- Il mordente colora è basta, di sicuro un impregnate ha caratteristiche anche di protezione, quindi io direi di continuare con l’impregnante.

      Ovviamente aspettiamo tutte le tue foto, anche perchè adesso siamo curiosi di vedere i tuoi lavori!!!

      Agosto 17, 2016 a 8:39 am
  • enrico rispondere

    Salve,
    noto con piacere che siete molto gentili e disponibili.
    Ho un dubbio circa il rivestimento più adatto al lavoro che sto facendo.
    Si tratta di un ponte lungo 10mt, costituito da due travi di abete lamellare disposte in verticale. La dimensione è 10mt x 1mt di altezza e 10cm di spessore. Il ponte è esposto alle intemperie (sole ed acqua).
    In origine (13 anni fa) è stato rivestito con solamente un impregnante ad acqua. Dopo 7 anni, è stato effettuato un intervento con carteggiatura, impregnante e finitura (credo sayelack), ma dopo altri 5 anni, il peggioramento è molto superiore rispetto ai primi 7 anni, infatti, la finitura si è staccata a pezzi e fessurata, lasciando penetrare l’acqua che ha rovinato lo strato superficiale del lamellare, colorandolo di nero e grigio.
    Ora ho già provveduto a carteggiare una delle due travi, riportando il legno allo stato originale (bianco), ma sono rimaste alcune crepe.
    Ora che sto terminando la carteggiatura, vorrei conoscere che ciclo applicare, considerando il risultato che voglio ottenere:
    – tinta chiara, al massimo color larice o poco più scura.
    – facilità di successive riprese possibilmente il più lontano possibile.
    – massima protezione dal sole e dall’acqua.
    – necessità di stuccare o meno le fessurazione tra le lamelle
    Se volete posso mandarvi le foto dello stato precedente e dell’attuale carteggiato.

    Grazie mille
    Saluti

    Agosto 20, 2016 a 8:13 pm
    • Redazione rispondere

      Buona sera Enrico,
      si le foto sono sicuramente molto utili.
      L’ingrigire del legno è chiamato “effetto pettine” e fa perdere anche di stabilità il legno stesso.
      Il tuo mi sembra un intervento abbastanza serio (non stiamo sistemendo la persiana di casa), tieni conto che il lamellare in genere è di legno di conifera quindi molto esposto anche agli attacchi dei tarli, a mio avviso sarebbe opportuno fare un buon trattamento di fondo (forse più importante di tutto il resto).
      Resto in attesa delle foto in modo tale da poter vedere meglio il da farsi.

      Agosto 22, 2016 a 9:39 pm
  • Alessio rispondere

    Spett. Redazione,

    dopo che è stato pubblicato il mio messaggio del 15 agosto, il 17 ho inviato a redazione@colorivernici.it
    il prosieguo con tanto di foto.

    Il mio scopo non è lamentarmi per l’attesa, anzi ringrazio sempre per i consigli, ma assicurarmi che la mail sia arrivata perché avendo deciso di seguirvi, sono fermo coi lavori finché non avrete valutato le foto. sono anche passato da un brico e c’erano:

    impregnanti a solvente, ad acqua e cerati. ma nessuna scelta in merito al “gloss”

    nel frattempo ho anche trovato una foto di come era in origine una delle sedie: https://img3.annuncicdn.it/6f/e0/6fe0089d3e093ceb505f24ce0b49faa1_orig.jpg

    grazie per l’attenzione! buona serata

    Agosto 24, 2016 a 10:56 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Alessio,
      i messaggi che vengono pubblicati hanno sempre una risposta e ricordo di aver anche già risposto personalmente alla tua richiesta (qualche problema tecnico durante la pubblicazione deve aver impedito di visualizzare la risposta).
      Comunque ripartiamo….
      Le sedie stanno subendo un “effetto pettine” a questo punto o carteggi per bene oppure usi un schiarente per legno da dare a pennello (e visto la superficie non molto regolare io ti consiglio lo schiarente, poi magari una carteggiatina la dai ugualmente).
      Se hai dei dubbi su che tipo di legno sia io ti consiglio di passare anche l’antitarlo.
      A questo punto sei pronto per applicare l’impregnante (del colore che desideri).
      Dopo aver passato l’impregnate deve dare un protettivo trasparente.
      Io eviterei i brico in quanto se non fortemente specializzati in genere non hanno dei marchi al loro interno tecnicamente molto validi, ma si rivolgono più ad un uso hobbystico.
      Per le immagini colorate ti dico che tutto si può fare, ma ti andresti a complicare la vita in una maniera spaventosa, ed oltretutto non facendo questo mestiere tutti i giorni il risultato potrebbe anche non essere ottimale.
      Sei hai bisogno di consigli più diretti in merito ai prodotti scrivi in privato sulla mail.
      Attendo tue.

      Agosto 25, 2016 a 9:50 pm
  • Filippo rispondere

    Buongiorno,
    sto ristrutturando casa e, tra i vari lavori, sto rinnovando la vernice delle finestre.
    La vernice era ridotta piuttosto male, così ho riportato a legno eliminando tutti i vecchi strati di vernice in modo da partire con un supporto pulito.
    Vorrei lasciare il legno a vista sull’interno e verniciare l’esterno.
    Mentre per quanto riguarda l’esterno credo di avere le idee abbastanza chiare (fondo + smalto, se non sbaglio), non sono molto sicuro del trattamento da fare all’interno. Impregnante? Impregnante cerato? Nulla?
    Grazie.

    Settembre 20, 2016 a 10:01 am
    • Redazione rispondere

      Ciao Filippo,
      scusami se ti faccio questa domanda…
      se non ho capito male andresti ad ottenere 2 cose completamente diverse (parlo tra esterno ed interno).

      Settembre 24, 2016 a 10:16 am
  • Paola rispondere

    Buongiorno, ho acquistato una scultura in legno di faggio, realizzazta sul momento (7 gg fa) ed attualmente senza alcun trattamento protettivo. Vorrei sistemarla nel mio giardino. Essendo il mio paese situato oltre 700 m.s.l.m. durante l’inverno oltre all’acqua arriva abbondante la neve. Vorrei sapere 1 come poter proteggere la scultura (se con olii o impregnanti) 2 se è indispensabile coprire la scultura durante l’inverno per proteggerla dalle intemperie. grazie

    Settembre 23, 2016 a 10:01 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Paola,
      direi che bisogna proteggerla ed al più presto!!
      Sicuramente richiederà una manutenzione continua, magari ogni anno dare una sistematina!
      Ti chiedo solo una cosa, che risultato vuoi ottenere??? devi lasciare al naturale la scultura? oppure hai la possibilità di “colorarla” con l’impregnante?

      Settembre 24, 2016 a 10:13 am
  • vittorio rispondere

    salve, volevo chiedere se dopo l’uso di un mordente, posso applicare un trasparente poliuretanico per carrozzeria. Devo restaurare dei legni di un’auto anni 90 che prevede appunto, uno strato di trasparente lucidato a specchio.
    Volevo anche chiedere se c’è modo di far risaltare ulteriormente le venature.
    cordialità

    Settembre 26, 2016 a 12:13 am
    • Redazione rispondere

      Ciao Vittorio,
      per far risaltare di più le venatura bisogna carteggiare per bene e dare le ultime passate con una carta molto fine.
      Per dirti se il poliuretanico per carrozzeria vada bene sarebbe utile conoscere i prodotti che hai usato, non posso dirti si o no senza conoscere i prodotti usati.

      Ottobre 1, 2016 a 10:00 am
  • Angelo rispondere

    Sono le 2 di notte e mi sto appassionando alle vostre storie di legni , mobili, finestre ecc. .Avrei anch’io un problemino da risolvere e non trovo via d’uscita. Devo acquistare un frangivista in legno da collocare sul terrazzo dell’appartamento e l’idea sarebbe ovviamente di colorarlo con impregnante visto che subirà’ tutte le intemperie e tanto sole. Purtroppo il colore che mi serve per il condominio è’ grigio fumo e non riesco a trovarlo in commercio; devo per forza optare per una vernice coprente dove sono disponibili molti colori, ma non so’ quali operazioni devo fare tenendo presente che si tratta di legno di pino. Immagino che il trattamento con questo tipo di verniciatura nasconderà’ le venature, pazienza , ma pensate che potrà resistere all’esterno? Serve un fondo prima della vernice? Vi ringrazio per l’attenzione e spero proprio di risolvere questo problema. Ciao, Angelo

    Settembre 27, 2016 a 2:36 am
    • Redazione rispondere

      Ciao Angelo,
      scusa per il ritardo…
      ti rispondo al primo quesito, dopo sarai tu a dirmi come procedere.
      Non sei costretto a verniciare con una vernice coprente, puoi tranquillamente fare il trattamento con impregnante, noi collaboriamo con alcuni negozi della nostra zona e sappiamo per certo che riescono a fare moltissimi colori con l’impregnante, ovviamente non sarà identico al resto del condominio ma verrà molto simile inoltre a lunga distanza sarà difficile apprezzare eventuali differenze.
      Resto in attesa di tuoi eventuali approfondimenti.

      Ottobre 1, 2016 a 9:58 am
  • Aldo rispondere

    Ho fatto realizzare dal mio falegname un mobile da bagno in abete. vorrei dargli un colore chiaro che non tenda, però, ne al giallo ne al al rosso. Il noce è troppo scuro. Cosa posso provare?

    Ottobre 3, 2016 a 3:14 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Aldo,
      valutare un impregnate bianco potrebbe essere una buona idea, tieni conto che l’impregnante bianco non è proprio bianchissimo anche perchè tende un pochino a riprendere il colore del legno.
      ovviamente recandoti in un centro specializzato potrai valutare sulla mazzetta colori qualsiasi colore per l’impregnante, di conseguenza credo che trovare il colore che fa per te non sarà un grosso problema.

      Ottobre 5, 2016 a 8:03 am
  • rosa rispondere

    ciao volevo sapere io ho comprato un impregnante ad acqua,,di colore rovere chiaro,,lo dato e mi da un risultato di marrone scuro,,,,io ho levigato molto bene la finestra c’era una mano di bianco e una di rosso labbiamo tolto tutto,e ora il legno e chiarissimo
    io vorrei mantenere più o meno quel colore chiaro,cosa faccio?

    Novembre 30, 2016 a 5:00 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Rosa,
      Mandami una foto del legno levigato e del barattolo che hai acquistato.
      Deve essere per forza una delle due cose ma senza vedere le foto non riesco ad aiutarti. La mail è redazione@colorivernici.it

      Dicembre 4, 2016 a 8:59 pm
  • Carlo rispondere

    Salve e grazie per il post.
    Ho montato una casetta in legno di abete bianco, con assi dello spessore di 19mm, nel prato sotto dei pini.
    Prima di montarla, abbiamo passato sulle varie assicelle, due mani di impregnante al solvente, colore castano.
    Ho notato che quando piove forte, l’acqua che batte per terra, fa rimbalzare molte gocce di fango sulle pareti della casetta, fino ad un’altezza di circa 50 cm.
    Leggendo il vostro post, ho capito che, essendo all’esterno, dovrei passare una mano di finitura anche.

    Ma quello che mi preoccupa è che, se metto una finitura, mi ritrovo che questa poi è come una copertura sopra l’impregnante? (tipo quel che fa la vernice o smalto o flatting che mettono un film coprente).
    E, per ripassare l’impregnante dopo un po’ di mesi, dovrà essere prima carteggiata la finitura e poi rifatte le mano di impregnante e poi la nuova finitura?

    Oppure intendete una finitura che fa un effetto come un impregnante e non chiude i pori come una vernice/smalto impermeabilizzante?
    Se fosse così, quale sarebbe il tipo di prodotto che dovrei prendere per non sbagliarmi e rischiare di metterci un film coprente?

    Dicembre 3, 2016 a 9:17 pm
    • Carlo rispondere

      Salve redazione e grazie per la chiara riposta.
      Dovendo quindi passare la finitura, come mi avete spiegato, accetto volentieri la vostra gentile offerta di consigliarmi qualche prodotto assolutamente non pellicolante, poichè non ne ho proprio un’idea e non vorrei ricevere consigli sbagliati dai commessi nei negozi.
      Spero poi di trovare nei negozi quel/quei prodotti che mi consigliate: se mi indicaste anche dove posso trovarlo od ordinarlo online, ve ne sarei molto grato.
      Buona Domenica.

      Dicembre 4, 2016 a 8:18 pm
  • Carlo rispondere

    Salve redazione e grazie per la chiara riposta.
    Dovendo quindi passare la finitura, come mi avete spiegato, accetto volentieri la vostra gentile offerta di consigliarmi qualche prodotto assolutamente non pellicolante, poichè non ne ho proprio un’idea e non vorrei ricevere consigli sbagliati dai commessi nei negozi.
    Spero poi di trovare nei negozi quel/quei prodotti che mi consigliate: se mi indicaste anche dove posso trovarlo od ordinarlo online, ve ne sarei molto grato.

    Dicembre 6, 2016 a 6:45 pm
  • gianni rispondere

    salve, sto restaurando un mobile che ho all’esterno un po deteriorato e vorrei usare un consolidante in lattina
    comprato in un BRICO ma il dubbio è questo.. dopo aver dato una mano o due di consolidante è possibile dare l’impregnante o va dato prima l’impregnate del consolidante
    grazie
    cordiali saluti

    Dicembre 11, 2016 a 7:53 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Gianni,
      mi dici esattamente di che prodotto si tratta?
      Grazie.

      Gennaio 15, 2017 a 10:51 am
  • Alberto rispondere

    Vorrei sapere se per scurire un impregnante col.ebano posso usare dei coloranti metallo complessi (aniline) ? lo vorrei usare per scurire un parquet .. grazie

    Dicembre 19, 2016 a 10:28 pm
    • Redazione rispondere

      Buongiorno Alberto, il discorso andrebbe approfondito (anche per quanto ci riguarda), però quello che posso dirti è che quando ci viene chiesto di modificare il colore dell’impregnante la cosa migliore è utilizzare del mordente (lo si trova in vari colori) o al massimo del colorante universale.

      Gennaio 15, 2017 a 10:48 am
  • Valeria rispondere

    Buongiorno, sto cecando di restaurare delle vecchie porte in legno, credo abete o pino, hanno circa cento anni ed erano.state verniciate.
    Per tre porte honottenuto un discreto risultato con.un impregnante cerato incolore ma con la quarta sotto la vernice erano presenti delle stuccature, un impregnante di colore simile a quello originale del legno può aiutare ad uniformare il.colore della porta? Ora è a chiazze… Grazie in anticipo!

    Gennaio 4, 2017 a 12:16 am
    • Redazione rispondere

      Ciao Valeria,
      riverniciare delle porte che presentano delle stuccature è un problema apparentemente semplice da risolvere ma ti garantisco che avendo dello stucco sulla porta hai 2 superfici che assorbono in maniera completamente diversa di conseguenza una soluzione senza qualche “trucchetto” non esiste.
      Il consiglio che posso darti e di acquistare una stucco per legno pre colorato (tipo questo) più o meno dello stesso colore dell’impregnante che stai passando (anche se incolore cerca il colore che più somiglia al legno sottostante) e di ripassare con questo tutte le stuccature presenti sulla porta.
      In seguito a questa cosa passa più di 2 mani di impregnate cerato sulla porta in modo tale da avere un effetto un pochino più coprente.
      In questo modo dovresti riuscire a “camuffare” abbastanza bene l’effetto stuccatura della porta.

      Gennaio 15, 2017 a 10:32 am
  • giuseppe rispondere

    Salve.
    Ho delle vecchie finestre (circa 10 anni) mai montate e tenute in cantina.
    A suo tempo sono state trattate con cementite, adesso voglio rimetterle a nuovo e montarle.
    Posso trattarle con un impregnante a cera , oppure c’è un prodotto migliore?
    grazie saluti

    Gennaio 26, 2017 a 5:46 pm
    • Redazione rispondere

      Buongiorno Giuseppe la cementite chiude il poro del legno di conseguenza passare un prodotto impregnante adesso non avrebbe alcun senso.
      Se vuoi utilizzare un impregnante e riavere un effetto legno devi assolutamente ricarteggiare tutto e portare a legno le finestre, altrimenti utilizza un prodotto coprente come lo smalto, perchè ti ripeto utilizzare l’impregnante adesso sarebbe fatica e soldi sprecati.

      Febbraio 12, 2017 a 10:07 am
  • stefano rispondere

    salve a tutti, in particolare all’esperto.. vengo subito al dunque.. Ho delle finestre di legno che ho trattato con protettivo completo per legno. (marca V33) dopo averle scartavetrate per bene. La domanda e’ questa.
    Ho passato 3 mani.. Devo passare qualche altro prodotto o va bene cosi? ( mi riferisco alla protezione di agenti atmosferici come acqua e sole). Grazie

    Febbraio 10, 2017 a 6:16 pm
    • Redazione rispondere

      Buongiorno Stefano,
      La V33 ha sul mercato diversi prodotti dovresti dirmi nello specifico quale hai usato per dirti con certezza se devi applicare altro.
      In linea di massima se hai utilizzato un prodotto impregnante ti consiglio di applicare un prodotto per la protezione climatica.
      Comunque informami bene sul tipo di prodotto utilizzato e ti saprò dire meglio.
      Buona giornata.

      Febbraio 12, 2017 a 9:40 am
  • Roberto rispondere

    Salve, vorrei chiedere un consiglio…
    Sto costruendo una piccola casetta porta attrezzi ( h160 x L90 x p60 cm ) con del legno di 3* scelta riciclato da altri usi come imballi per marmi o comuni bancali, riportato a nuovo con una pialla, siccome la metterò all’esterno, poggiata a terra e senza nessuna protezione dalle intemperie vorrei dei consigli per una massima protezione su come e quali prodotti utilizzare una volta ultimata considerando che per la verniciatura vorrei utilizzare due colori, rosso per il tetto e blu per le pareti.
    Grazie
    Roberto

    Marzo 5, 2017 a 8:26 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Roberto,
      come abbiamo già detto ad Elena, che tipo di verniciatura vorresti utilizzare?
      Se hai la possibilità di utilizzare lo smalto (magari ti consente maggiore flessibilità per i colori) io farei un pensierino anche per lo smalto a solvente, in quanto ad oggi potrebbe offrirti un grado di protezione in più rispetto a quello all’acqua (specie se non dovesse essere di qualità eccelsa).

      Aprile 2, 2017 a 5:25 pm
  • alboraletti marcello rispondere

    Buongiorno,
    sono appena andato ad abitare in una casa con una veranda in alluminio e vetro stampato dello stesso colore (color bronzo, eufemisticamente abbastanza poco bella) che si sviluppa su due lati.
    Il lato est di ml 2,00 c.a. ed il lato sud di 4,00 ml c.a..
    L’esposizione est e sud fa si che all’interno d’estate ci si ritrovi con una temperatura molto elevata.
    Ho acquistato da bricoman delle tende che si arrotolano con cordino, chiamate “africa”, formate da listelli di legno grezzo uniti tra di loro da altre cordine fisse ( Al momento non ho una foto ma dovesse servire posso farla).
    Le tende sono sicuramente concepite per interno ma io vorrei metterle all’esterno un po’per nascondere la veranda ma soprattutto per ripararla dai raggi del sole e quindi usufruire di una temperatura interna piu gradevole.
    Naturalmente queste tende verrebbero esposte solamente durante la stagione calda, 3-4 mesi (per il resto dell’anno sarebbero ricoverate al buio ed all’asciutto)
    Pensavo di usare un impregnante protettivo (non un prodotto coprente perché con il movimento si screpolerebbe), ma viste le varie caratteristiche ed i rispettivi prezzi sinceramente non saprei che prodotto usare.
    A prodotti, per quanto posso capire, simili corrispondono prezzi completamente diversi
    Le sarei grato se mi desse un consiglio.
    Grazie
    Saluti
    Marcello alboraletti

    Luglio 21, 2017 a 3:11 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Marcello,
      ti sarei molto grato se mi inviassi una foto via mail (devo rendermi conto di cosa si tratta) non vorrei darti un consiglio poco utile per scarsa conoscenza del prodotto, se puoi manda anche qualche dettaglio vorrei capire se il materiale in questione è a poro aperto oppure no.
      Grazie.

      Luglio 24, 2017 a 11:07 pm
  • Davide rispondere

    Buongiorno, ho un’informazione da chiedere. Tra 2 settimane devo ripristinare porte e scuri di legno a casa della mia ragazza, l’ultima volta sono stati fatti 8 anni fa (suo papà era falegname), trattati solo con impregnante. Che tipo di grana posso usare per la rimozione del vecchio? Che impregnante mi consigliate? Sono molto indeciso se farlo a pistola o a pennello. Tengo a precisare che la struttura esterna dello scuro è composta da listino verticali, mentre la parte centrale, liste più piccole messe in oblicuo!

    Grazie mille

    Luglio 24, 2017 a 4:44 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Davide,
      innanzi tutto grazie per la fiducia che riponi in noi chiedendoci un nostro consiglio, per quanto riguarda la grana ovviamente è di fondamentale importanza conoscere in quale stato versano porte e scuri, più saranno rovinati e piu la grana da utilizzare dovrà essere ruvida per togliere meglio le parti rovinate,avendoci detto che sono state trattate solo con impregnante (vi faccio i complimenti che siano durate 8 anni solo con impregnante) non credo che ci sia molto da carreggiate, ma ovviamente come sempre se vuoi qualche consiglio in più inviaci qualche foto.
      Per l’impregnante se proprio non sai cosa usare contattaci via mail che ti daremo qualche buon nome.
      Quello che invece è più interessante è darti una mano a scegliere se pennello o pistola, la faccio io una domanda a te….. che pistola hai?
      Mentre che ci rispondi ti lascio un link di un nostro interessante articolo che riguarda proprio le pistole spruzzatrici

      Luglio 24, 2017 a 10:48 pm
      • Davide rispondere

        io ho una simil SATA HVLP ugello 1.3 fino a 3 bar di pressione, la uso in carrozzeria per il trasparente. A pensarci bene, usare la pistola ha i suoi perché, soprattutto sull’omogeneità della stesura dell’impregnante. ma tutti sono spruzzabili? Gli scuri si sono solamente schiariti, questo perché sono sempre stati trattati molto bene.

        Agosto 1, 2017 a 6:44 pm
  • Debora Ponte rispondere

    Buongiorno, vorrei chiedervi un consiglio circa la finitura di un mobile che sto realizzando in abete nuovo. Inizialmente volevo applicare i prodotti della Minwax come da progetto ovvero wood stain colore honey pine e poliuretano ma sono impossibili da trovare in Italia. Vorrei sapere quali prodotti possono corrispondere allo stesso uso soprattutto per quanto riguarda il poliuretano, ovvero va applicato anche sopra ad un impregnante oppure no?
    Grazie mille,
    Debora

    Ottobre 12, 2017 a 3:55 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Debora,
      potresti darci qualche dettaglio in più sul tipo di mobile che stai realizzando e che uso ne farai, in base a questo potremmo consigliarti meglio sul prodotto da utilizzare.

      Per quanto riguarda i prodotti della Minwax altre volte ci sono capitati sul nostro cammino e non mi sembra impossibile reperirli (sono dei buoni prodotti) ad esempio su amazaon se ne trovano alcuni:

      Minwax Wood Finish interior Wood Stain

      Comunque cercheremo altri rivenditori e se li troviamo te li linkeremo in questa risposta.

      Ottobre 28, 2017 a 7:29 pm
  • Gennaro rispondere

    Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio, sto realizzando dentro casa un soppalco con perline di abete da cm.3.2 (circa). il soppalco farà da “tetto” ad un bagno. Vorrei lasciare il colore originale del legno; vorrei sapere che tipo di impregnante utilizzare per l’umidità causata dal bagno (ho sentito parlare di impregnante cerato !!) e che tipo di prodotto utilizzare al di sopra del soppalco per la parte calpestabile; attualmente ho a disposizione dell’impregnante ad acqua trasparente, grazie

    Ottobre 13, 2017 a 12:25 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Gennaro,
      per la parte che fa da tetto, essendo il tutto situato all’interno potresti usare tranquillamente solo la finitura cerata, questa che ti consigliamo è ottima:

      Finitura all’acqua effetto cera Amonn Aquatop

      Mentre per la parte calpestabile andrei sicuramente con un prodotto monocomponente che viene utilizzato anche per i parquet:

      Vernice poliuretanica all’acqua monocomponente Amonn Hydrolac

      Consigliamo di acquistare su Amazon perchè abbiamo una vastissima gamma di prodotti da poter scegliere e di conseguenza possiamo consigliare il miglior prodotto in base all’esigenza, acquistare attraverso il link che vi abbiamo proposto ci farà guadagnare una piccola commissione che sarà utilizzata per mantenere vivo questo blog.

      Ottobre 28, 2017 a 7:21 pm
  • Paolo rispondere

    Buongiorno,
    sono un appassionato di fai da te. Questa volta ho progettato e costruito in cantina, un mobile porta tv con ante a telaio, colonna e mensole ed è costituito da piu’ parti che verranno assemblate in sala. E’ in abete lamellare mercantile. Lo vorrei verniciare come il resto dell’arredo, tinta noce…credo noce medio (classico colore dei mobili stile arte povera). Quello che vorrei è avere l’effetto appunto di quei mobili, satinati e perfettamente lisci, senza imperfezioni.
    Sicuramente all’acqua e a pennello, altrimenti devo trovarmi un’altra casa e un’altra moglie!
    Chiedo quindi se i prodotti tipo impregnante veleca sono buoni e se successivamente, una volta asciutto devo porre il turapori poliuretanico o all’acqua? O è preferibile finitura a cera?
    Ma alla fine ottengo il risultato sperato o diventa una cosa inguardabile?
    L’importante è che non appiccichi la superficie al tatto.
    Ringrazio vivamente per la risposta.

    Ottobre 25, 2017 a 5:13 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Paolo,
      no no dai non cambiare moglie tanto alla fine sono tutte uguali!!!
      Allora presumo che tu voglia ottenere un effetto tipo laccatura, ottenre ciò a pennello e con tinte all’acqua non è semplicissimo, ma potresti avvicinarti a quell’effetto con qualche accorgimento.
      Forse la cosa più importante è preparare per bene il supporto, se riesci a levigare per bene sei già a 2/3 del lavoro, inoltre tra una passata e l’altra di impregnante carteggia sempre una carta molto fine in modo tale da togliere quell’effetto “peluria” che l’impregnante inevitabilmente genera.
      Per la finitura direi che un buona finitura all’acqua antigraffio e anti abrasione della veleca va più che bene (Link per Mobil-H Veleca)
      I prodotti Veleca non li ho mai usati personalmente ma da quello che so è un’ottima azienda di conseguenza utilizzali tranquillamente!

      Ottobre 28, 2017 a 7:06 pm
  • alessandro rispondere

    Salve ragazzi,
    visto la grande disponibilità vorrei chiarire una cosa con voi.
    Sto installando un pavimento il legno massello di pino in listoni prefiniti,e pur chiedendo varie informazioni sul impregnante da usare purtroppo non ho ancora le idee chiare, premetto che vorrei usare un prodotto a base d’acqua e non vorrei nessuna finitura, mi spiego meglio, mi piacerebbe mantenere l’effetto legno il più possibile.
    Ho già usato in passato un impregnante ad acqua-gel della V33 per varie cose e devo dire che il prodotto mi piace molto però non è specificato “ad uso pavimenti” sulla confezione, quindi cosa potete consigliarmi?
    Mille grazie in anticipo.
    Ale

    Aprile 9, 2018 a 1:50 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Alessandro,
      in genere gli impregnanti in gel fungono sia da impregnante e sia da finitura, però nel tuo caso credo che sia indispensabile utilizzare un prodotto specifico per pavimenti (magari un poliuretanico) i pavimenti sono molto sollecitati sia dal calpestio e spostamenti di oggetti vari (quindi devono avere resistenza meccanica) e sia dalle pulizie che si devono fare di routine (resistenza chimica), di conseguenza utilizzare un prodotto specifico per pavimenti credo proprio che sia indispensabile.
      Tieni comunque conto che utilizzando una finitura trasparente satinata o opaca, l’effetto resta quasi del tutto naturale.
      Se avessi bisogno di altro non esitare a chiedere.

      Aprile 10, 2018 a 1:32 pm
    • Redazione rispondere

      Ciao Alessandro,
      quando si vuole proteggere il legno è sempre consigliato dare un impregnate (anche molto chiaro) ma il consiglio è quello di darlo comunque, perchè questo va a dare una protezione contro i raggi UV e senza di questo solo con una finitura trasparente potrebbe ingiallire nel tempo.
      Detto questo tu lo devi utilizzare all’interno quindi un pò meno esposto ai raggi UV, ma comunque esposto.
      Ovviamente il prodotto deve essere assolutamente ideato per pavimenti (questa tipologia di prodotti ha un’alta resistenza meccanica indispensabile quando si parla di pavimenti).
      L’unica cosa che mi suona un pò strana è che parlando “suppongo” di parquet prefinito, il prodotto dovrebbe avere già una sua essenza e di conseguenza in questo caso basterebbe solo trattarlo con una finitura idonea trasparente.
      Se vuoi dammi qualche maggior dettaglio per capire meglio la situazione.
      Grazie.

      Aprile 21, 2018 a 2:35 pm
  • Edilnet rispondere

    Complimenti per l’esaustivo articolo sul tema degli impregnanti per legno. Un piccolo aspetto che vorremmo sottolineare è che l’uso di impregnanti, specialmente in grandi metropoli come Roma o Milano, è fondamentale per proteggere i propri infissi in legno anche dall’azione corrosiva e degradante propria degli agenti inquinanti. Pertanto, la scelta e l’applicazione del corretto impregnante può assisurare una durata quasi eterna ai propri infissi in legno anche in contesti ambientali veramente “ostili”. Va da sè che, al fine di essere certi di poter ottenere risultati ottimali, suggeriamo sempre di far eseguire questi trattamenti da artigiani qualificati.

    Luglio 4, 2018 a 9:49 am

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