mercoledì , 14 novembre 2018
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Fissativo acrilico: a cosa serve e come si applica

Pitturare casa, un ambiente di lavoro o un mobile sono attività che sicuramente possono essere svolta da soli: la classica esperienza fai da te. Il tutto sia per una gratificazione personale, per una propria inclinazione o passione, ma anche perché affidandosi ad imprese, ditte e maestranze i costi possono lievitare in maniera notevole.

Dipingere nuovamente le pareti della tua abitazione o cambiare il colore di un mobile sembrano apparentemente attività semplici. Secondo il pensiero comune, bastano buona volontà, un discreto pennello e del colore.

In realtà, così non è, o comunque è vero in parte; per ottenere un risultato apprezzabile sono necessari alcuni passaggi fondamentali: vediamo insieme qual è il primo passo.

Bisogna, senza ombra di dubbio, preparare le mura di casa o l’oggetto da tinteggiare, ancor prima di passare alla fase di pittura vera e propria.
Tale attività di preparazione deve essere effettuata scegliendo il fissativo acrilico adeguato. Il tutto valutando lo stato della base che andremo a ridipingere.

Brevi consigli preliminari: scegliete un abbigliamento comodo ed utilizzate vecchi capi di abbigliamento: di sicuro vi macchierete, ma con questi accorgimenti non sarà un dramma.

Armatevi anche di giornali e nastro adesivo di carta. Ricoprite con i fogli di giornale tutto l’ambiente di lavoro, e qualora stiate tinteggiando le pareti fate la stessa operazione con battiscopa (ricoprendo la parte superiore col nastro di carta) e mobili.

Inoltre, non dobbiamo omettere di procedere alla stuccatura, ovvero a riempire fori, riparare crepe o, eventualmente, ricostruire parti andate distrutte o eccessivamente usurate. Livellata la superficie, possiamo passare all’applicazione del fissativo acrilico.

Ed ancora, non dimenticare di adottare lo spirito di osservazione giusto. Rifletti su ciò che stai per dipingere. Sui materiali e sugli spazi. Che si tratti di un oggetto di legno, di una parete, di un muro in cartongesso, di un mobile o, ancora, di uno spazio interno o esterno, non è indifferente. A situazioni differenti spetta una scelta differente in tema di fissativo acrilico. Vedremo insieme quale utilizzare e come individuarlo.

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Fissativo Acrilico: a cosa serve

Tanti nomi per un unico prodotto, infatti, possiamo parlare indistintamente di fissativo come di aggrappante o di Primer. Non vi allarmate e non andate in confusione, si tratta, per l’appunto, di una differenza di nomenclatura.

In ogni caso, qualunque termine utilizziate, il fissativo viene utilizzato per creare una base per la pittura.
Gli obiettivi che raggiungeremo con l’uso dell’aggrappante sono duplici: da un lato, tecnicamente, diminuire la quantità di colore assorbita dalla parete o dall’oggetto da dipingere, creando un risparmio rispetto alla pittura da utilizzare; dall’altro lato, esteticamente, uniformare il risultato finale, in modo da non avere chiazze o differenze di intensità di colore, decisamente antiestetiche.

Riguardo alla sua composizione chimica, il Primer è formato da un insieme di resine acriliche. Un mosto che permette di creare un composto quasi inodore, non dannoso per la salute di chi lo applica, e che rende possibile un assorbimento della vernice migliore, oltre ad una stesura omogenea della tintura.
Il fissativo acrilico, inoltre è trasparente, una volta applicato; e, in tema di sicurezza non infiammabile.

Si aggiunga che su superfici porose, fragili o friabili, il fissativo svolge anche una funzione consolidante, rendendo la superficie più solida e stabile.
Ancora, su determinati oggetti, come alcuni tipi di legname, di plastica, di metalli o di polimeri il fissante è, assolutamente, necessario: in quanto, senza, la vernice non aderirebbe mai al materiale.

Ulteriore attitudine, ma non ultima per importanza, è la caratteristica isolante del fissativo acrilico. Tale peculiarità è di centrale importanza nel caso di ambienti umidi, di muffe o di pareti esposti alle intemperie, favorendo anche il mantenimento della temperatura degli ambienti interni.

Si tratta, insomma di un prodotto completo e versatile, dalle mille proprietà positive, purtroppo, troppo spesso ignorato o non utilizzato, anche da alcuni sedicenti professionisti, di sicuro poco esperti e corretti.

Riguardo alle di fissativo acrilico, la categoria è molto ampia. Generalmente si tratta di un prodotto liquido da applicare attraverso il rullo o il pennello. In casi più particolari, utilizzeremo fissativi spray, per oggetti di piccole dimensioni o materiali metallici, in cui l’applicazione canonica risulterebbe più complessa.

Quando si usa

La risposta più banale a questa domanda sarebbe: sempre.
Tuttavia, bisogna fare una precisazione: l’unico caso in cui non sarà necessario applicare il fissante, è quello in cui la parete sia già stata dipinta con idropittura, anche queste composte da resine.
La prova del nove sarà passare una mano di pittura, se la presa sarà uniforme potremo evitare di utilizzare l’aggrappante.

Una prova empirica, per comprendere la necessità del fissativo e la qualità della pittura precedente, consiste nell’inumidirsi il palmo della mano con dell’acqua e passarlo sulla parete.
Qualora ci rimangano sulla mano tracce di colore non saremo di fronte ad idropittura ed il Primer sarà fondamentale.

In tutte le altre situazioni, andrà utilizzato il fissativo.
I casi tipici sono due: prima intonacatura, ritinteggiatura di pareti già intonacate.
Nel primo caso, parliamo per l’appunto di pareti sottoposte a rasatura (cioè di quell’attività volta a rendere le mura totalmente lisce, con l’eliminazione di ogni imperfezione o difetto di fattura).
Nel secondo caso, parliamo di vecchie pareti, già tinteggiate una o più volte, ma soprattutto, nella generalità dei casi ritoccate, stuccate e con più passate di vernice.
Come anticipato, non va mai applicato l’aggrappante se, precedentemente, non si è svolta la stuccatura completa.

Il fissativo acrilico va steso in maniera omogenea sulla superficie da dipingere.
Bisognerà tenere alcuni accorgimenti nell’utilizzo dell’aggrappante. Prima di applicarlo dovremo diluirlo. La diluizione dipende dal prodotto utilizzato, conviene sempre seguire le indicazioni contenute sulla confezione. In ogni caso vi sono alcuni indici per comprendere se la densità sia quella giusta.
Se il fissativo non è stato diluito correttamente formerà una pellicina in superficie. Ancora, dovrai osservare l’assorbimento da parte della superficie su cui stiamo utilizzando il fissativo. Questa deve trattenere il primer senza che vi siano scolature o accumuli sulla superficie. Al contrario il fissativo non dovrà essere così diluito da non lasciare traccia sulla parete o sull’oggetto.
Va diluito sempre e solo con acqua. Nel dubbio è sempre meglio abbondare con quest’ultima. Infatti, il fissativo eccessivamente diluito produce meno danni di quello troppo denso.
Un accumulo di fissativo, infatti, danneggerà la superficie e non permetterà la pittura successiva, che tenderà a non fissarsi ed a scivolare.

Prima di passare la mano di fissativo, la parete o l’oggetto da dipingere va pulito, spolverato ed asciugato.
A seconda del risultato finale e dell’assorbimento possiamo decidere se dare o meno una seconda mano. Lo strato isolante deve essere liscio al tatto e privo di scolature alla vista, in modo da creare una pellicola isolante.

Riguardo al pennello da utilizzare, il nostro consiglio è di impiegare una pennellessa.
La pennellessa è un pennello piatto e largo. Di medie dimensioni, adatto per i lavori di preparazione. In alternativa una buona soluzione sarà l’uso di un rullo.

Anche l’asciugatura del fissativo è una tappa obbligata da curare con attenzione. Il tempo impiegato ad asciugarsi varia da fissativo acrilico a fissativo.
In certi casi potrà impiegare anche diversi giorni. In queste situazioni sarà utile mantenere l’ambiente caldo e secco, magari accendendo i riscaldamenti.

Ad altri fissativi basteranno tre o quattro ore.

Avendo eseguito il lavoro correttamente, potrete passare alla pittura. Noterete che il fissaggio renderà il colore, una volta applicato, più vivo ed omogeneo. Questo si spanderà uniformemente, mentendo sempre la stessa tonalità senza punti più chiari o più scuri. Il che, ovviamente, renderà il risultato finale esteticamente più apprezzabile.
Ancora, la durata della tinteggiatura sarà maggiore nel tempo, così come vistoso sarà il risparmio di vernice: serviranno meno mani, e raggiungerete immediatamente un colore intenso e brillante.

Quale fissativo usare

Fissativo acrilico per muri e pareti: si tratta dell’operazione più classica tra quelle svolte con il primer. La produzione ad oggi è davvero varia, dai fissativi isolanti a quelli anti-muffa. Rappresenta una base utile per ottenere un buon risultato al termine della tinteggiatura.
In questo caso andranno utilizzati fissativi da applicare a rullo o a pennello, liquidi e trasparenti. Ovviamente nella variante anti-muffa in ambienti molto umidi o a rischio di infiltrazioni. Stesso accorgimento per i locali esposti a molto vapore, come i bagni di casa.

Fissativo acrilico per legno: nel caso di superfici in legno, il lavoro di preparazione parte con l’uso della carta vetrata. Dovrete rimuovere la vernice precedente, attraverso il suo utilizzo.
Passate la carta vetrata anche sul legno grezzo, in modo che l’aggrappante aderisca meglio al legno.

Utilizzate un fissativo acrilico specifico. Deve infatti essere più denso, in modo da rendere il legno uniforme e riempire pori o piccole nervature.

Fissativo acrilico spray per metalli e plastica: qualora dobbiate dipingere metalli e plastica, la scelta giusta sarà l’utilizzo di una bomboletta spray. Sarà la scelta giusta per due motivi. Da un lato sarà più semplice da applicare, anche su oggetti dalla forma più complessa. Pensate a persiane o a lavori in ferro battuto, magari con applicazioni artistiche.
Applicato l’aggrappante si creerà anche una pellicola protettiva.
Inoltre scegliete la variante antiruggine nel caso stiate lavorando sui metalli.
Non potrete fare a meno di un fissativo spray per la plastica. È risaputo quanto sia difficile far aderire la vernice a questo materiale.
Senza un fissativo sarà impossibile da dipingere.

Fissativo acrilico per piastrelle: in questo caso parleremo, questa volta più propriamente di aggrappante.
Qualora vogliate cambiare pavimentazione non sarà necessario rimuovere la precedente. Grazie agli aggrappanti potrete fissare la nuova pavimentazione su quella già esistente.
Il fissativo creerà, infatti, uno strato tra le vecchie piastrelle e la colla, che sarà posta sull’aggrappante.
Chiaramente, sulla colla verranno applicate le nuove piastrelle.
Attenzione, perderete qualche centimetro di altezza della stanza. Non usate questa tecnica in ambienti non molto alti.

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